Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Ordine equestre
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Lmwba'mwbqordine equestre era una classe sociale dell'mwbgantica Roma. Tal ordine, basato sul censo, era composto dagli mwbwmwcaequites (plurale di mwcqeques, 'cavaliere', da mwcgequus, 'cavallo').

Contents

Storia
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Storia

Periodo monarchico

Durante l'mweqetà regia di Roma e nel periodo iniziale della mwegRoma repubblicana, gli mwewequites erano semplicemente dei soldati a cavallo; non formeranno un mwfaordo, cioè una classe di censo a parte, fino al tempo dei mwfqGracchi. La loro creazione è attribuita a mwfgRomolo, il quale fece eleggere dalla mwfwmwgacuria 300 cavalieri, divisi in tre mwgqmwggcenturiae, una centuria per ognuna delle mwgwGentes originarie, e cioè Ramnes, Tities e Luceres. Le unità che componevano le centurie erano poi minuziosamente divise in modo da rappresentare tutte e tre le Gentes.cite-ref-1[1]cite-ref-referencea-2-0[2]

mwjqTullo Ostilio, terzo re di Roma, aggiunse a questi dieci mwjgmwjwturmae di mwkaAlbani, arrivando così a un totale di 600 cavalieri.cite-ref-3[3] Tuttavia, il numero delle centurie non era aumentato, così che ogni centuria era composta da 200 uomini. mwlqTarquinio Prisco volle raddoppiare il numero di equites, creando delle nuove centurie e chiamandole col suo nome; abbandonò l'idea dopo l'opposizione dell'mwlgaugure mwlwAtto Navio, chiamandole invece mwmaRamnes, mwmqTitienses e mwmgLuceres posteriores.cite-ref-4[4] mwnwServio Tullio, con l'istituzione dei mwoamwoqComitia centuriata, riorganizzò l'intero esercito e quindi anche gli equites, formando dodici nuove centurie mwogex primoribus civitatis, cioè composte dai cittadini più ricchi, e in più formò altre sei centurie dalle tre originarie create da Romolo, di origine mwowpatrizia, per un totale di diciotto centurie e cioè 3600 equites.cite-ref-5[5] Questa riorganizzazione, però, è attribuita da mwqaCicerone a Tarquinio Prisco; il resoconto di Cicerone è frammentario, per cui non si può ricostruire con certezza la sua versione storica. Comunque, Cicerone sostiene che l'organizzazione degli equites non fosse cambiata dai tempi di Tarquinio Prisco ai suoi.cite-ref-6[6]

Gli equites ricevevano dallo stato un cavallo, detto perciò mwrgequus publicus, oppure l'mwrwAes equestremwsq, consistente in 1.000 mwsgassimwsw, cioè i soldi necessari per acquistarne uno, più l'mwtaAes hordearium, ovvero una somma annuale di 200 mwtgassi per il suo mantenimentocite-ref-7[7]. mwuwLivio riferisce, ricordando l'mwvaassedio di Veio, che alcuni cittadini benestanti, che non erano equites ma avevano abbastanza denaro per mantenere un cavallo, si arruolarono volontari con un cavallo preso a loro spese; lo stato li ripagò con una somma a mo' di compenso per aver servito con i propri cavalli.cite-ref-8[8] I soldati di fanteria avevano iniziato a ricevere una paga da pochi anni;cite-ref-9[9] la paga dei nuovi equites venne stabilita nel triplo.cite-ref-10[10] Le due classi di equites convivevano distinte: la prima, detta mwyqequites equo publicocite-ref-11[11], e chiamata a volte dei mwzgFlexuntes o dei mwzwTrossulicite-ref-referencea-2-1[2]; la seconda, composta da ricchi volontari, era detta degli mwbaequites Romani.

Periodo repubblicano

Nel periodo repubblicano si andò consolidando la struttura degli equites sia come corpo militare che come classe di censo dei cittadini. Gli equites che ricevevano un cavallo dallo stato erano sottoposti a ispezioni periodiche da parte dei mwdgcensori, i quali avevano il potere di togliere loro il cavallo e ridurli alle condizioni di un mwdwaerarius, cioè di un soldato stipendiato di fanteria, nonché di assegnare l'equus publicus a un cavaliere che aveva finora servito con un cavallo a sue spese e si era dimostrato valoroso.cite-ref-12[12]

A questo proposito, i censori, durante il loro incarico, facevano una ispezione pubblica, detta mwfgEquitum Recognitio, nel mwgaForo; gli equites delle varie mwgqtribù si schieravano in ordine, ognuno di loro veniva chiamato per nome e doveva sfilare a piedi davanti ai censori, i quali potevano giudicare l'equipaggiamento incompleto, o il cavaliere indegno, e sequestrargli il cavallo, obbligandolo a rifondere le spese del mantenimento allo stato.cite-ref-13[13] In questa rivista delle truppe, gli equites che volevano ritirarsi dal servizio, o avevano passato i limiti di età facevano davanti ai censori un resoconto delle campagne cui avevano partecipato e delle azioni compiute, ed erano congedati con onore o con disonore.cite-ref-14[14]

Vi erano altre occasioni ufficiali nel quale gli equites si mostravano al pubblico in tempo di pace. mwiwLivio ricorda che nel mwja304 a.C. i censori mwjqQuinto Fabio Massimo Rulliano e mwjgPublio Decio Mure, veterani ed eroi delle mwjwguerre sannitiche istituirono l'mwkaEquitum Transvectio, che si teneva alle mwkgIdi di Quintilis. Tutti gli equites componevano una processione dal tempio di Marte, nel mwkwCampo Marzio fuori le mura, entrando in città, passando per il mwlaForo, fermandosi qui davanti al mwlqTempio dei Dioscuri.cite-ref-15[15] Tutti gli equites erano coronati con rami di ulivo, e indossavano la mwmgmwmwtrabea, portando con sé i riconoscimenti ottenuti in battaglia.cite-ref-16[16]

Fino al mwoqII secolo a.C. le centurie equestri erano viste come una divisione dell'esercito, e non avevano formato un mwogordo a sé; la principale divisione politica a Roma era ancora quella tra mwowpatrizi e mwpaplebei. Nel mwpq123 a.C. la mwpgLex Sempronia, introdotta da mwpwGaio Sempronio Gracco, introduceva tra le due classi una terza, l'mwqaOrdo Equestris.cite-ref-17[17] La Lex Sempronia stabiliva che i giudici dovessero essere scelti tra i cittadini di censo equestre, e cioè di età tra i trenta e i sessant'anni, essere o essere stato un eques, o comunque avere il denaro per acquistare e mantenere un cavallo, e mwrqnon essere un senatore. Il termine mwrgequites, perciò, dall'iniziale identificazione dei soldati a cavallo, passò prima a indicare chi quel cavallo aveva o aveva la possibilità di acquistarlo e poi chi aveva la possibilità di essere eletto come giudice.

Dopo le riforme dell'mwsaesercito di mwsqGaio Mario, la presenza di nullatenenti nell'esercito cominciò a incrinare l'identificazione degli equites, intesi come cavalieri, nell'ordo equestris, composto da persone con un censo di 120-125.000 mwsgassi. Inoltre, ai cittadini romani si affiancarono le truppe di cavalleria mwswausiliarie mwtaitaliche; mentre la parte militare ne uscì rafforzata, i cittadini romani componenti dell'ordo equestris non tolleravano facilmente di servire insieme a nullatenenti, pur essendo plebei come loro; perciò acuirono le loro prerogative di equestri che necessitavano larghe spese per distinguersi dal resto della plebe.

Con mwtgSilla, nell'mwtw80 a.C., agli equites venne proibito di divenire giudici attraverso la Lex Aurelia. Il prestigio e la ricchezza del ordo equestris vennero mantenuti attraverso i mwuqpubblicani, cioè gli esattori delle imposte, i quali dovevano avere una cospicua ricchezza personale per non arricchirsi attraverso le tasse; perciò questo divenne il mestiere naturale degli equites nella tarda età repubblicana. mwugCicerone parla di pubblicani e di equites quasi come se fossero sinonimi.cite-ref-18[18] Durante il consolato di Cicerone, gli equites ebbero parte attiva nel sopprimere la congiura di mwvwCatilina, acquistando un maggior potere. Da allora, come ricorda mwwaPlinio il Vecchio, divennero il terzo corpo dello stato, insieme a patrizi e plebei, al punto che dopo il mwwqSenatus PopolusQue Romanus aggiunsero mwwget Equestris Ordo.cite-ref-19[19]

Nel mwya63 a.C., con la Lex Roscia Othonis, il mwygtribuno della plebe Lucio Roscio ottenne per gli appartenenti all'ordo equestris il privilegio di sedere nei primi quattordici posti davanti all'orchestra.cite-ref-20[20] Dopo questa, altre leggi restituirono all'ordo equestris le prerogative che Silla aveva loro tolto; venne dato loro il diritto di vestire il Clavus Angustus o mwzwangusticlavio, e il privilegio di indossare un anello d'oro, prima ristretto ai soli equites equo publico.

Riforma augustea e alto impero romano

Tra la tarda era repubblicana e i primi imperatori, il numero di equites ammessi nell'ordo equestris aumentò considerevolmente, mantenendo come criterio soltanto quello censitario, poiché i censori non indagarono più sulle radici familiari, che dovevano essere illustri, per decretare l'ammissione all'mw1aordo. Nello stesso ceto equestre cominciò a serpeggiare il malcontento, sentendosi degradato come classe. mw1qOrazio dice:

(latino)

«

Est animus tibi, sunt mores et lingua fidesque, sed quadringentis sex septem milia desunt: plebs eris.»

(italiano)

«

Tu hai cuore, buoni costumi, eloquenza, ma dai quattrocento ai sei sette mila, manchi di censo: sarai plebe.»

(Orazio, Epistulae, I, 1, 58)

Con mw2qAugusto si cercò di porre rimedio a questa situazione, ridando prestigio allmw2g'mw2wordo equestris. Del resto Ottaviano ebbe un ottimo rapporto anche con i cavalieri, tanto che gli stessi spontaneamente e di comune accordo, celebrarono ogni anno la data della sua nascita, per due giorni consecutivi.cite-ref-svetonioaugusto57-21-0[21]

Dal mw4q50 a.C. l'ufficio della censura era vacante; quando Augusto nel mw4g29 a.C. assunse la mw4wpraefectura morum, ripristinò la tradizione dellmw5a'mw5qequitum recognitio e dellmw5g'mw5wequitum transvectio, in linea con la sua politica di ritorno alla tradizione. Augusto non si limitò però a spolverare vecchie cerimonie, ma formò una nuova classe di mw6aequites che dovevano avere il censo di un mw6qsenatore, e il vecchio requisito della nascita da libero almeno fino al nonno; venne permesso loro di indossare il mw6gmw6wlatus claviuscite-ref-22[22] così come la più concreta e importante possibilità di eleggere tra le sue file sia i mw8atribuni della plebe che i mw8qsenatori. mw8gSvetonio ricorda che l'ordine venne riformato da mw8wAugusto:

(latino)

«

Equitum turmas frequenter recognovit, post longam intercapedinem reducto more travectionis. Sed neque detrahi quemquam in travehendo ab accusatore passus est, quod fieri solebat, et senio vel aliqua corporis labe insignibus permisit, praemisso in ordine equo, ad respondendum quotiens citarentur pedibus venire; mox reddendi equi gratiam fecit eis, qui maiores annorum quinque et triginta retinere eum nollent


(italiano)

«[Augusto] frequentemente ispezionò le

turmae

dei cavalieri e ripristinò le loro sfilate tradizionali, abbandonate da lungo tempo. Ma non tollerò che, durante le sfilate, un qualunque accusatore potesse arrestare un cavaliere, come avveniva di solito, e permise a coloro che fossero vecchi o avessero qualche problema fisico, di lasciare il loro cavallo nella formazione di parata e di venire a piedi per rispondere a chi li chiamasse; permise poi a chi, superati i trentacinque anni, non volesse più mantenerlo [il cavallo], il permesso di restituirlo.»

(Svetonio, Augustus, 38.)

(latino)

«

Impetratisque a senatu decem adiutoribus unum quemque equitum rationem vitae reddere coegit atque ex improbatis alios poena, alios ignominia notavit, plures admonitione, sed varia. Lenissimum genus admonitionis fuit traditio coram pugillarium, quos taciti et ibidem statim legerent; notavitque aliquos, quod pecunias levioribus usuris mutuati graviore faenore collocassent


(italiano)

«Ottenuti dieci aiutanti dal Senato, costrinse ciascun cavaliere a dargli conto della sua vita e a coloro che risultavano colpevoli inflisse una pena, ad altri una nota di disonore, ai più un'ammonizione, ma sotto varie forme. Il tipo più lieve di ammonizione fu nella consegna personale di una tavoletta che essi dovevano leggere a bassa voce e subito sul posto; criticò alcuni perché avevano prestato a tasso d'usura denaro che avevano avuto a bassi interessi.»

(Svetonio, Augustus, 39.)

(latino)

«

Cum autem plerique equitum attrito bellis civilibus patrimonio spectare ludos e quattuordecim non auderent metu poenae theatralis, pronuntiavit non teneri ea, quibus ipsis parentibusve equester census umquam fuisset.


(italiano)

«Quando poi la maggior parte dei cavalieri, logorati patrimonialmente dalle guerre civili, non osavano assistere ai giochi seduti sui [primi] quattordici [ordini di] gradini, per timore delle punizioni riguardanti gli spettacoli teatrali, proclamò che queste non fossero applicate a loro stessi e ai loro parenti, qualora avessero fatto parte dell'ordine equestre una volta.»

(Svetonio, Augustus, 40.)

Al termine della loro magistratura in senato, veniva posta l'opzione se rimanere nella classe senatoria o ritornare in quella equestre.cite-ref-23[23] Più precisamente racconta:

(latino)

«

Ac comitiis tribuniciis si deessent candidati senatores, ex equitibus R. creavit, ita ut potestate transacta in utro vellent ordine manerent


(italiano)

«E anche durante le elezioni dei

tribuni

, nel caso non ci fosse un numero sufficiente di candidati tra i

senatori

, [Augusto] li prese tra i cavalieri romani, tanto poi da permettere loro, una volta scaduto il mandato, di rimanere nell'ordine che volessero.»

(Svetonio, Augustus, 40.)

Ancora Svetonio racconta che fece partecipare alle rappresentazioni teatrali e ai combattimenti gladiatorii anche i cavalieri romani, fino a quando un decreto del Senato lo vietò.cite-ref-24[24] Questa nuova classe di equites venne distinta dalla precedente con il titolo di mwaqyIllustres equiti Romanicite-ref-25[25] La formazione di questa nuova classe tese a diminuire la già scarsa considerazione per gli equites che non erano anche mwaqsmwaqwviri illustres.

Egli volle distinguere prima di tutto le carriere superiori dalle inferiori (il cosiddetto mwaq4mwaq8cursus honorum). Augusto dettò dei parametri d'avanzamento che comunque, in particolare per l'ordine equestre, videro la loro completa definizione a partire da mwaraClaudio, se non dai mwareFlavi.

• Per le carriere militari: mwarqprefetto di coorte, mwarutribuno angusticlavio di legione, compreso di un triplo tribunato a Roma (mwaryvigili, mwarccoorti urbane, mwargcoorti pretorie) mwarkprefetto d'ala.
• mwarsProcuratele: di carattere palatino (uffici di Roma) e di diversa natura, cancelleresco o tributario (es.mwarw a studiis, mwar0ab epistulis, mwar4mwar8XX hereditatium), finanziario provinciale (di maggior rango in province con più di una legione es. mwasaBelgica et duarum Germaniarum, mwaseSyria) e presidiale (di maggior rango in province con più mwasiauxilia es. mwasmMauretania, mwasqRezia, etc);
• mwasyPrefetture: mwascdi flotta, mwasgdei vigili, mwaskdell'annona, mwasod'Egitto, mwassdel pretorio; tali prefetture costituivano il cosiddetto mwaswFastigium equestre, cioè l'apice della carriera di un cavaliere;
• mwas4Sacerdozi.
• La carriera equestre, successiva alle milizie, giungeva alle procuratele. Esse erano divise secondo il compenso annuo, derivante dall'importanza della carica, in LX (sexagenariae), C (centenariae), CC (ducenariae), CCC (tricenariae), che corrispondevano allo stipendio annuo percepito: 60.000, 100.000, 200.000 o 300.000 mwatasesterzi.

Sotto mwatiTiberio, si cercò di inasprire le regole per l'appartenenza agli illustres, proibendo strettamente di indossare un anello d'oro che indicasse il loro status di equites.cite-ref-26[26] Queste limitazioni caddero col tempo, allo stesso modo in cui decadde l'importanza degli equites. A partire circa dal II secolo d.C. si stabilì una gerarchia delle cariche equestri, introducendo i titoli di mwatcvir eminentissimus, perfectissimus, egregius, splendidus.

Tardo impero romano

Dopo mwatwDiocleziano, gli equites ebbero solo il ruolo di guardia cittadina, sotto il comando del mwat0Praefectus Vigilum; tuttavia mantennero, fino al tempo di mwat4Valente e mwat8Valentiniano il secondo grado in città e l'esenzione dalle pene corporali.cite-ref-27[27]

Note

cite-note-11. mwauoDionigi di Alicarnasso, mwausAntichità romane, II, 13.
cite-note-referencea-22. mwaveGaio Plinio Secondo il Vecchio, mwaviNaturalis historia, XXXIII, 9.
cite-note-33. mwavyLivio, mwavcLivy: Book ImwavgAb Urbe condita libri, I, 30 (da mwavkmwavoThe Latin Library).
cite-note-44. mwav4Livio, mwav8Livy: Book ImwawaAb Urbe condita libri, I, 36.
cite-note-55. mwawqLivio, mwawuLivy: Book ImwawyAb Urbe condita libri, I, 43.
cite-note-66. mwawoCicerone, mwawsCicero: de Re Publica IImwawwDe re publica, II, 20.
cite-note-77. mwaxaLivio, mwaxemwaxiAb Urbe condita libri, I, 43.
cite-note-88. mwaxyLivio, mwaxcLivy: Book VmwaxgAb Urbe condita libri, V, 7.
cite-note-99. mwaxwLivio, mwax0Livy: Book IVmwax4Ab Urbe condita libri, IV, 59.
cite-note-1010. mwayiLivio, mwaymLivy: Book VmwayqAb Urbe condita libri, V, 12.
cite-note-1111. mwaygCicerone, mwaykmwayoFilippica VI,5
cite-note-1212. mway4Livio, mway8Livy: Book XXIVmwazaAb Urbe condita libri, XXIV, 43.
cite-note-1313. mwazqValerio Massimo,mwazumwazyFactorum et dictorum memorabilium libri IX, IV,1,10.
cite-note-1414. mwazoPlutarco,mwazs mwazwVite parallele, Vita di Pompeo, 22.
cite-note-1515. mwaaaLivio, mwaaeLivy: Book IXmwaaiAb Urbe condita libri, IX, 46.
cite-note-1616. mwaayDionigi di Alicarnasso, mwaacAntichità romane, VI, 13.
cite-note-1717. mwaasPlutarco, mwaawVite parallele, Vita di Caio Gracco, 5.
cite-note-1818. mwabaCicerone, mwabeCicero: ad Atticum IImwabiEpistulae ad Atticum, II, 3.
cite-note-1919. mwabyGaio Plinio Secondo il Vecchio, mwabcmwabgNaturalis historia, XXXIII, 34.
cite-note-2020. mwabwLivio, mwab0Ab Urbe condita libri, mwab4Periochae XCIX, 2.
cite-note-svetonioaugusto57-2121. mwacimwacmSvetonio,mwacq mwacuAugustus, 57.
cite-note-2222. mwackOvidio, mwacoOvid: Ovid: Tristia IVmwacsTristia, IV,10,35.
cite-note-2323. mwac8mwadaSvetonio,mwade mwadiAugustus, 40.
cite-note-2424. mwadymwadcSvetonio,mwadg mwadkAugustus, 43.
cite-note-2525. mwad0Tacito, mwad4mwad8Annales, XI,4.
cite-note-2626. mwaemGaio Plinio Secondo il Vecchio, mwaeqmwaeuNaturalis historia, XXXIII,8,33.
cite-note-2727. mwaekCodex theodosianus, mwaeoImperatoris Theodosii codex: Liber 6 (Koptev) mwaesArchiviatomwaew il 7 dicembre 2008 in mwae0Internet Archivemwae4. VI, 37.

Bibliografia

• Goldsworthy, Adrian (2000): Roman Warfare
• William Ramsay, mwafq"Equites", in William Smith, mwafuA Dictionary of Greek and Roman Antiquities, John Murray, London, 1875 pp.mwafy 471–475. Tratto da mwafcLacusCurtius

Voci correlate

• mwafsHippeis, una sorta di equivalente nell'mwafwantica Grecia
• mwagaComitia
• mwagyVir illustris

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itequestre, ordine, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaequestre, ordine, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) eques, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.